TY  -  JOUR
AU  -  Stefana, Alberto
T1  -  Marion Milner e il passaggio dall’oggetto primario<BR>all’oggetto secondario
PY  -  2014
Y1  -  2014-07-01
DO  -  10.1711/1678.18374
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  22
IS  -  3
SP  -  288
EP  -  301
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/04/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/1678.18374
N2  -  Al centro dello sviluppo psicoemotivo sano del bambino, così come del processo psicoanalitico di coloro che tale sviluppo non hanno potuto compierlo, Marion Milner pone il passaggio dall’oggetto primario originario all’oggetto secondario – un passaggio che si fonda sul meccanismo dell’identificazione. Ma come è possibile passare dall’oggetto primario all’oggetto secondario? La Milner individua la risposta in cinque punti: fantasia, illusione, cornice, concentrazione ed estasi; i quali rappresentano le sfaccettature di una stessa entità. Cinque punti che possiamo individuare nel nostro lavoro clinico se facciamo attenzione sia al materiale, verbale e non, portato dal paziente nel qui e ora della relazione, sia al nostro controtransfert.
ER  -   
