TY  -  JOUR
AU  -  Oliva, Silva
T1  -  Presentazione di “Infanzia dell’artista. <BR>Sviluppo libidico e talento”<BR>di Phyllis Greenacre
PY  -  2016
Y1  -  2016-04-01
DO  -  10.1711/2256.24284
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  24
IS  -  2
SP  -  93
EP  -  97
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/2256.24284
N2  -  Riassunto. <BR>Phyllis Greenacre (1894-1989), nata a Chicago dove si laureò nel 1916, è stata una psicoanalista americana con funzioni didattiche presso il New York Psychoanalytic Institute. Inizialmente, prima di diventare medico e psichiatra, studiò biologia e, successivamente, laureatasi in medicina e psichiatria, iniziò una lunga carriera come psichiatra presso la Phipps Clinic della John Hopkins Hospital dove ebbe modo di entrare in contatto con un vasto numero di casi psicopatologici, esperienza che accrebbe le sue capacità di osservazione e il suo acume clinico. Fece una prima analisi junghiana e, dopo il trasferimento a New York nel 1927, una seconda con uno psicoanalista freudiano completando il training psicoanalitico nel 1937 e diventando membro del New York Psychoanalytic Institute. Si può affermare che quasi nessun settore di interesse psicoanalitico venne tralasciato dalle sue ricerche; s’interessò a molte tematiche, allora pionieristiche, della psicoanalisi con competenza ed originalità e scrisse circa cento articoli, l’ultimo dei quali a 89 anni, due libri e uno studio psicoanalitico su Hans Christian Andersen, rimasto incompiuto a causa della morte. L’articolo in questione venne pubblicato nel 1957 e Heinz Kouth, che pur dissentendo su alcuni posizioni apprezzava le notevoli capacità creative dell’autrice, giudicò l’articolo quasi autobiografico. A complemento di questo primo lavoro,Greenacre, l’anno successivo, pubblicò The Family Romance of the Artist nel quale esaminava il romanzo familiare di cinque personaggi ricchi di talento, S. Francesco d’Assisi, Thomas Chatterton,Nicolai Gogol,Henry M. Stanley e Rainer Maria Rilke, e, nel 1964, uno Studio sulla natura dell’ispirazione: alcune considerazioni specifiche riguardanti la fase fallica a testimonianza del suo perdurante interesse per i fattori determinanti la creatività artistica.<BR><BR>
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