TY  -  JOUR
AU  -  Carratelli, Teresa
AU  -  Massaro, Viviana
T1  -  Il bambino rosa: <BR>alla ricerca della leggerezza dell’essere.<BR>Note teorico-cliniche
PY  -  2016
Y1  -  2016-10-01
DO  -  10.1711/2604.26804
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  24
IS  -  4
SP  -  356
EP  -  372
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/2604.26804
N2  -  Le AA, nel riflettere sulle esperienze cliniche con i bambini rosa e le rispettive coppie genitoriali, mettono in evidenza come le storie narrate dalle madri di questi bambini portano a ipotizzare che il genitale del figlio maschio torni a costituire per loro una “situazione traumatica” di precoce differenziazione sessuale e a mobilitare una “idealizzazione primitiva” del Sé femmineo proiettata sul figlio, operazione difensiva che ne influenza la percezione nel corso della gravidanza, della nascita e delle prime fasi di sviluppo. L’intento di questo articolo è dunque quello di (ri)costruire la storia di Lili, ricostruire le vicissitudini di quel Sé primitivo ideale rosa femmineo precocemente assunto dal figlio attraverso i processi dell’“imitare per percepire e dell’imitare per essere” e che è alla ricerca di una attualizzazione della sua presenza nel corpo di costui.Il padre dei bambini rosa si delinea come “osservatore partecipe” della scena di idealizzazione primitiva, prendendovi parte a livello profondo e in modo collusivo. Il trattamento analitico è convocato, fra l’altro, attorno alla gestione di un “microdelirio” non solo “a due”, proprio della relazione madre-bambino, ma che si infiltra e interessa a diverso titolo i vari membri della famiglia.
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