TY  -  JOUR
AU  -  Denis, Paul
T1  -  “Non mi piace essere un altro”. <BR>L’inquietante estraneità nel bambino
PY  -  2017
Y1  -  2017-01-01
DO  -  10.1711/2641.27137
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  25
IS  -  1
SP  -  21
EP  -  30
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/05/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/2641.27137
N2  -  In questo lavoro, l’A. rivisita il concetto di perturbante a partire dagli scritti di Freud, e lo rielabora attraverso la clinica dei soggetti in età di latenza, per illustrare la comparsa di tale affetto. Si tratta di esperienze di depersonalizzazione che sorprendono l’Io, quando il bambino si sente invaso da un sentimento di inquietante estraneità sia nel rapporto con il mondo circostante sia nel contatto con se stesso e con il suo corpo. L’A. argomenta che sottostante alla comparsa di tali affetti si rintraccia una problematica identificatoria, in particolare, un conflitto di introiezione.Transitorie manifestazioni di turbamento e di depersonalizzazione non vanno necessariamente ricondotte ad una condizione psicopatologica, come accade nei quadri psicopatologici psicotici. L’affetto perturbante rappresenta la reazione di stupore dell’Io, ed è determinato dal confronto con esperienze che lo inquietano e lo disorientano, indipendentemente dalla loro qualità positiva o negativa. La frequenza con cui tale fenomeno si verifica nei soggetti in età di latenza, fase in cui il bambino è alle prese con significativi cambiamenti cognitivi, psichici e relazionali, spiega l’interesse per tale concettualizzazione, più spesso pensata come manifestazione di ansia o di angoscia.
ER  -   
