TY  -  JOUR
AU  -  Maria Lanza, Anna
AU  -  Ruvutuso, Assunta
AU  -  Pasta, Eleonora
AU  -  Cocumelli, Liliana
AU  -  Pia Chiavelli, Maria
AU  -  D'Agostino, Rosa
AU  -  Ladino Corina, Valeria
AU  -  Giannotti, Virginia
T1  -  La pelle che parla: linguaggio del corpo o della mente?<BR>Percorsi attraverso silenzi e grida nell’alopecia <BR>e nel self-cutting in età evolutiva
PY  -  2018
Y1  -  2018-01-01
DO  -  10.1711/2858.28821
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  26
IS  -  1
SP  -  12
EP  -  32
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/05/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/2858.28821
N2  -  A partire dalla considerazione della patologia della pelle come patologia del confine, e pertanto dell’identità, le autrici si soffermano sulle teorizzazioni di D.W. Winnicott, di E. Gaddini e di A. Giannotti e analizzano i percorsi del circuito corpo-mente che portano ad attribuire una qualità asimbolica “silente” alle fantasie nel corpo, nei casi di alopecia, e una qualità simbolica “urlata” alle fantasie sul corpo, nei casi di self-cutting. A partire da alcuni spunti clinici, le autrici riflettono su come, nella prima evenienza, la precoce alterata comunicazione corpo-mente impedisca l’instaurarsi di un normale processo di integrazione psiche-soma; e su come, nella seconda, a integrazione già instaurata, seppur con caratteristiche di fragilità, venga avviato un processo di scissione in cui il corpo prende il sopravvento secondo modalità regressive patologiche più evolute e meno arcaiche, diventando unico rappresentante e depositario simbolico del dolore psichico. In entrambi i casi si giunge a una sorta di “comunicazione estetica” del dolore psichico. Ma mentre nella prima soluzione il dolore sembra essere sconosciuto al soggetto e criptato per l’altro, nella seconda l’agito “dolore fisico” porta i segni di un pensiero doloroso perverso non tollerabile che viene esibito all’altro nel desiderio di un riconoscimento.
ER  -   
