TY  -  JOUR
AU  -  Massaro, Viviana
T1  -  Il difficile insediamento della psiche nel corpo. <BR>Una nota clinica
PY  -  2018
Y1  -  2018-10-01
DO  -  10.1711/3005.30032
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  26
IS  -  4
SP  -  338
EP  -  344
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/05/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/3005.30032
N2  -  L’autrice, a partire da un frammento di una seduta di Gabriele, un bambino di 10 anni, può pensare su quanto accade in presenza di “un grado estremo di trauma della nascita” (Winnicott, 1949a). Il videogioco portato in seduta da Gabriele le permette di sostare nell’immaginario del bambino e da lì di essere in-formata da uno stato di irritazione, segno e memoria di un’omeostasi psico-fisica precaria difficile da ripristinare. Da queste identificazioni tornare poi sul luogo del delitto a osservare una nascita molto difficile, un bambino con le sue fragilità, un ambiente inadatto ancora in stato di shock per aver deciso in passato l’aborto terapeutico di un figlio maschio mostro. Al bambino non è dato avere “quel tempo e quello spazio per poter abitare il proprio corpo” (Hernandez, Giannakoulas, 2017). Gabriele: un corpo all’origine freddo, mantenuto ulteriormente in ipotermia dalla ridotta irrorazione dello psiche-soma determinata dallo sguardo deformante dell’ambiente materno, che vede il mostro da tutte le parti, una psiche profuga in agonia, una mente insufficiente a processare ciò che vede riflesso negli occhi della madre, un intelletto onnipotente e posticcio offerto dall’esterno. Ci si domanda allora come si può lasciargli quel tempo e quello spazio per poter abitare con piacere un corpo anche se deficitario.
ER  -   
