TY  -  JOUR
AU  -  D’Amato, Giovanna Maria
T1  -  “L’altra stanza”.<BR>Sogno e immaginazione<BR>in un racconto di Alice Munro
PY  -  2019
Y1  -  2019-01-01
DO  -  10.1711/3113.31013
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  27
IS  -  1
SP  -  49
EP  -  55
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/04/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/3113.31013
N2  -  Un racconto della scrittrice Alice Munro, “Il sogno di mia madre”, viene riletto alla luce del pensiero di Britton sul concetto di triangolazione come spazio mentale in cui si rende possibile il pensiero riflessivo, ossia la capacità di osservare l’altro, se stesso e sé in relazione con l’altro. Nella storia il sogno che dà il titolo al racconto interviene in un momento di profonda crisi tra una giovane madre e la sua piccolissima bambina, e diventa il motore di trasformazione di una realtà psichica attestata su modi di funzionamento primitivi. Il sogno infatti dà inizio alla elaborazione di sentimenti arcaici fortemente persecutori, prima scissi e proiettati, per cui là dove si potrebbe strutturare una situazione di grave depressione post partum con un viraggio verso scenari di follia, si determina invece l’inizio della relazione oggettuale. La funzione del sogno e dell’immaginazione vengono ricondotte, attraverso il pensiero di Bion che equipara il sognare a un’attività della funzione alfa, all’altra stanza di Britton come luogo dell’immaginazione e spazio triangolare dove nasce la capacità di pensare.
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