TY  -  JOUR
AU  -  Farese, Sara
T1  -  The Burning Plain -<br>Il confine della solitudine
PY  -  2019
Y1  -  2019-07-01
DO  -  10.1711/3198.31762
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  27
IS  -  3
SP  -  316
EP  -  319
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/04/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/3198.31762
N2  -  Riassunto<br><br>

The Burning Plain - Il confine della solitudine (2008) registra il debutto alla regia di Guillermo Arriaga, che nelle vesti di sceneggiatore e in coppia con Gonzales Inarritu alla regia, aveva già messo in scena film di spessore come “Amores Perros” (2000), “21 grammi” (2003) e “Babel” (2006). Arriaga ci offre racconti duri, stralci di storie che toccano generazioni di uomini e donne, ritratti provenienti da ogni angolo del mondo, voci di dolore che diventano urla di disperata solitudine: è questa, forse, la profonda ricchezza della sua produzione cinematografica. La struttura narrativa del film si sviluppa in quattro tempi diversi, quattro blocchi narrativi che, come pezzi di un puzzle, si susseguono ad uno ad uno senza un ordine spazio-temporale lineare, storie parallele e indissolubilmente intrecciate di madri e figlie che progressivamente permettono allo spettatore di ricostruire la complessità della storia, riannodando i fili ingarbugliati, fino all’epilogo finale in cui le diverse storie si incontrano e trovano un senso. I continui spostamenti di tempo e luogo, oltre che di punto di vista (quello delle madri, quello delle figlie, quello delle figlie che diventano madri) esprimono l’influenza del passato sul presente, e la forza della ripetizione transgenerazionale degli stessi nodi/temi fondamentali.
ER  -   
