TY  -  JOUR
AU  -  Garms, Veronika
T1  -  L’intimità nella relazione terapeutica<br>in epoca di distanziamento sociale
PY  -  2020
Y1  -  2020-10-01
DO  -  10.1711/3553.35274
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  28
IS  -  4
SP  -  386
EP  -  397
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/05/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/3553.35274
N2  -  Questo lavoro vuole interrogarsi sulle ripercussioni psichiche profonde legate ai molteplici e reali cambiamenti nel setting e nella corporeità del terapeuta, dettati dalle misure di distanziamento sociale imposte dalla minacciosa diffusione del Coronavirus. Si delinea il rischio che il paziente riviva in terapia qualcosa che è stato traumatico in epoche precocissime. Il paziente, come il bambino piccolo, potrebbe aderire all’immagine distorta di sé che gli viene rispecchiata, guardando sé stesso come un oggetto pericoloso. Potrebbe dover operare amputazioni del sé, laddove dovesse sentire il terapeuta ritrarsi dall’intimità dell’incontro. Potrebbe incorporare contenuti egoalieni. Oppure potrebbe dover iperattivare la sua mente per coprire le deficienze nell’holding del terapeuta, adattandosi in modo compiacente alla sua richiesta implicita di essere un bravo paziente, capace di tollerare l’attesa e i cambiamenti dovuti al distanziamento. Tutto ciò rischia di andare a detrimento della possibilità del paziente di essere in contatto con il proprio mondo interiore, di sentirsi reale, di sentire un collegamento vivo tra psiche e corpo, tanto quanto della possibilità di fidarsi del terapeuta, di ‘crearlo’ ed ‘usarlo’ in termini winnicottiani. Il lavoro sottolinea quindi la necessità che il terapeuta ‘sopravviva’ recperando la sua affidabilità, la sua naturalezza ed il suo piacere nello stare insieme al paziente, e creando una continuità di fronte alle molteplici interruzioni, deprivazioni e intrusioni di questo momento storico.
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