TY  -  JOUR
AU  -  Rossi, Margherita
T1  -  Lisa e la Baba Jaga: quando il lavoro edipico<br>si intreccia con il lavoro del lutto
PY  -  2021
Y1  -  2021-07-01
DO  -  10.1711/3651.36319
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  29
IS  -  3
SP  -  227
EP  -  239
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/03/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/3651.36319
N2  -  L’evento gioioso e tanto atteso della nascita di Lisa corrisponde in maniera tragica alla scoperta della malattia della mamma, che la porterà via quando la bambina avrà 3 anni. Lo spazio della terapia si configura fin da subito per Lisa (e il suo papà) come la possibilità di nominare la madre, di poterla rappresentare con il disegno, poter costruire e mantenere il ricordo. Ma anche piano piano lo spazio in cui poter pensare alla sua propria nascita, alla sua venuta al mondo, a quella storia impensabile. E ci verranno incontro le fiabe, quelle che si possono raccontare, che mettono fuori le paure delle streghe e che ci traguarderanno verso un difficile lavoro edipico. Come nella Vassilissa la bella di Afanasiev, qui, nella realtà, la rivale è fatta fuori davvero, e la terapeuta deve diventare ora la madre che scompare, ma che ricompare viva, ora la terrifica Baba Jaga che può essere attaccata e distrutta, ma che deve pure lei sopravvivere per restituire a Lisa la possibilità di essere liberata dai lacci di un senso di colpa originario e primitivo, prima ancora che edipico, e di costruire ricordi di copertura riparatori e creativi.
ER  -   
