TY  -  JOUR
AU  -  Durban, Joshua
T1  -  Muteness, silence and constitution in the psychoanalysis of autistic states*
PY  -  2023
Y1  -  2023-04-01
DO  -  10.1711/4044.40258
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  31
IS  -  2
SP  -  134
EP  -  148
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/4044.40258
N2  -  In questo articolo viene approfondito il silenzio autistico in relazione agli stati autistici di non-corpo o di attacco al corpo, e viene confrontato con la capacità più sviluppata di silenzio come manifestazione di una capacità di movimento, ricettività, connettività e quindi di contenimento e intimità. A differenza del silenzio autistico, che spesso riflette uno stato corporeo in cui “il centro non può tenere”, il silenzio indica già uno spazio interno (intrapsichico e interpsichico) in cui emozioni e pensieri possono essere creati, formulati e strutturati in modo congiunto e com-passionevole.Una caratteristica centrale del silenzio autistico, oltre alla sua bidimensionalità e all’inondazione di arcaiche “ansie osmotiche” diffuse e di angosce corporee dell’essere, è un’esperienza di fondo di “una costituzione violenta”. Tale vissuto, quello cioè di essere sia un corpo frammentato disorganizzato sia un sistema sensoriale-percettivo disarticolato, può portare a una distruzione violenta del linguaggio, con i suoi segni e simboli. Secondo la descrizione di molti pazienti, le parole sono solo cose bizzarre che non possono descrivere il loro vissuto. La loro costituzione violenta sarebbe legata allo stato autistico stesso, vissuto dal bambino come un trauma continuo che annienta ogni possibile modo di poterlo comunicare o di ricevere comunicazioni rispetto ad esso.
ER  -   
