TY  -  JOUR
AU  -  Bronstein, Catalina
T1  -  “Questo è il mio corpo?”.
Gestire il perturbante in adolescenza
PY  -  2025
Y1  -  2025-10-01
DO  -  10.1711/4648.46606
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  33
IS  -  4
SP  -  361
EP  -  365
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/4648.46606
N2  -  Anche se a tutti noi può capitare di tanto in tanto di avere delle esperienze perturbanti, ci sono pazienti che vivono sperimentando un costante senso di straniamento da se stessi e dal mondo che li circonda. Le esperienze perturbanti, e in particolar modo quelle che riguardano il corpo, diventano predominanti durante l’adolescenza. Per alcuni adolescenti, la difficoltà di riconoscere il corpo come proprio può farsi assai pronunciata dopo la pubertà, in una fase cioè in cui essi si trovano a rielaborare il conflitto edipico e l’effetto potenzialmente soverchiante delle proprie pulsioni. In casi come questi, l’esperienza perturbante di una ‘inquietante mancanza di familiarità’ può essere vissuta sia in relazione a specifiche parti del corpo sia rispetto all’intero corpo, fino a provocare nell’adolescente la sensazione di essere abitato da un doppio. Facendo riferimento al dettagliato caso clinico di un’adolescente disturbata, l’autrice mostra come il doppio sia il prodotto di un processo di dissociazione preceduto da un’identificazione proiettiva legata al desiderio di entrare nel corpo della madre per possederla e/o controllarla, in particolare per possedere e/o controllare la sua sessualità e la sua capacità di procreare. Tra le conseguenze di questo tipo di processo psichico c’è il fatto che l’individuo può sentirsi perseguitato dalla fantasia inconscia di un oggetto introiettato che a questo punto o reclama l’indipendenza oppure minaccia il soggetto-ospite con l’eventualità di prendere possesso del suo intero Io/corpo e in tal modo distruggerlo. L’autrice suggerisce che il senso di inquietudine che accompagna il processo di dissociazione – angoscia esperita nella forma della fantasia del doppio – è paradossalmente proprio ciò che riduce l’angoscia dell’Io di essere sopraffatto dagli aspetti deliranti e di trovarsi di fronte a un possibile crollo psicotico.
ER  -   
