TY  -  JOUR
AU  -  Imparato, Giampaolo
T1  -  “È come soffocare un grido”.
Attaccare il corpo per lenire il dolore mentale
PY  -  2026
Y1  -  2026-01-01
DO  -  10.1711/4686.47008
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  34
IS  -  1
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/05/06
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/4686.47008
N2  -  Già nel corso del primo decennio del 2000 le condotte autolesive avevano assunto una certa diffusione nell’ambito delle espressioni sintomatiche di disagio adolescenziale, ma l’incidenza di tale condizione spesso associata ad altre, come depressione e disturbi del comportamento alimentare, ha subito un ulteriore incremento nel corso degli ultimi anni.Nel lavoro vengono prese in considerazione le motivazioni che spingono molti adolescenti a ricorrere a tale comportamento, “marcatore somatico” del dolore mentale. Le condotte autolesive non soltanto sono il mezzo di trasformazione della sofferenza mentale in dolore fisico e strumento elementare di autoregolazione emotiva ma, attraverso il self-cutting e le sensazioni dolorose che questo procura, rappresentano un tentativo di contrastare una condizione di smarrimento e di frammentazione del sé per, nonostante tutto, sentirsi vivi e reali.
ER  -   
