TY  -  JOUR
AU  -  Tabanelli, Livia
T1  -  Commento del lavoro “Alcune riflessioni sull’articolo di Enid Balint: Essere vuoti di sé” di Kenneth Wright
Y1  -  2026-04-01
DO  -  10.1711/4745.47627
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  34
IS  -  2
SP  -  139
EP  -  144
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/07/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/4745.47627
N2  -  L’autore commenta la riflessione di Kenneth Wright sul lavoro di Enid Balint sul ‘vuoto di sé’, sottolineandone il deciso cambio di paradigma, cioè la posizione dell’analista che, al di là del contatto con gli aspetti più evoluti della personalità del paziente, deve impegnarsi costantemente nello sforzo di raggiungere un nucleo più primitivo del sé, sia nel caso in cui questo processo possa essere condiviso e interpretato sia che venga solo ipotizzato dal terapeuta e risulti a lungo non verbalizzato o, addirittura mai verbalizzabile. Sottolinea, infine, l’importanza del setting terapeutico come luogo di deposito degli aspetti più primitivi dell’organizzazione interna del paziente e, pertanto, strumento terapeutico fondamentale per raggiungerli.
ER  -   
