TY  -  JOUR
AU  -  Sugarman, Alan
T1  -  Riflettendo sul disturbo da deficit<BR>dell’attenzione con iperattività (ADHD)<BR>secondo una prospettiva strutturale contemporanea
PY  -  2011
Y1  -  2011-04-01
DO  -  10.1711/837.9327
JO  -  Richard & Piggle
JA  -  Rich&Piggle
VL  -  19
IS  -  2
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2499
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1711/837.9327
N2  -  Viene proposta una etiologia complessa per l’ADHD, che tiene in considerazione l’importante ruolo svolto dai fattori psicodinamici. La difficoltà si sintonizzazione materna può contribuire ai disturbi nella regolazione degli affetti, alle difficoltà attentive e all’iperattività, in quanto non aiuta questi bambini ad apprendere a mentalizzare o a sviluppare una teoria della mente. La difficoltà ad apprendere che i comportamenti proprio o altrui sono mediati da un mondo interno di pensieri, sentimenti, fantasie etc. non consente al bambino con ADHD di apprendere a regolare se stesso utilizzando la propria mente. Pertanto, un trattamento psicoanalitico deve aiutarlo a riflettere sul proprio funzionamento mentale e ad utilizzare questa funzione autoriflessiva per regolarlo. Questo processo viene definito funzione d’insight [insightfulness] e viene considerato il principale fattore mutativo in psicoanalisi. Lavorare analiticamente per promuovere questo processo implica un approccio diverso da quello tradizionale che pone l’accento sul rendere conscio il contenuto mentale inconscio, secondo il modello topografico. Viene presentato il caso di un adolescente al fine di mostrare i vantaggi di un approccio che promuova la funzione d’insight.
ER  -   
